4. Chi ha bisogno di un'idea
4.7 Non avere paura di sbagliare
L’imprenditore e autore di numerosi libri James Altucher suggerisce una tecnica per essere capaci di produrre quanto più materiale possibile e imparare rapidamente dai nostri stessi errori. Bisogna diventare una “macchina da idee” e consiglia di scrivere almeno dieci diverse idee al giorno (ogni giorno) in un taccuino. Impresa che pare impossibile, ma che ha l’obiettivo di trattare il nostro cervello come un muscolo da allenare per farsi trovare pronti nel momento del bisogno. Non è il solo, anche l’art director e superstar di Instagram Pablo Rochat dice qualcosa di molto simile quando confessa di appuntare ogni giorno 10 idee con lo scopo di creare una libreria di spunti e suggestioni da utilizzare sia per progetti personali che per commissioni professionali. Il motto, come lo stesso Rochat sintetizza, è quello di «Quantity with a little mix of quality». Questo flusso produttivo attraverso cui alimentare progetti commerciali così come i propri account social ha la funzione di testare sul campo le idee archiviate in modo da migliorarle e correggerle secondo lo schema del lavoro agile.
Chi sceglie di operare nella creazione di contenuti digitali, che sia in una redazione, in un’agenzia o nell’ambito social, si troverà continuamente nella situazione di dover trovare soluzioni economiche a problemi complessi, da qui la necessità di cui parlano Rochat e Altucher di essere allenati al compito. C’è un fondo di verità nella volontà di approcciarsi alla produzione di idee in maniera meccanica, impiegatizia, potremmo persino dire, perché «l’ispirazione è per i dilettanti, la maggior parte di noi semplicemente si alza e si mette al lavoro». La citazione è attribuita al pittore Chuck Close, uno dei molti artisti che si dedicano al proprio lavoro come farebbe qualunque altro professionista. Alla stessa maniera il musicista Nick Cave ha confessato in più interviste di avere affittato, non lontano dalla sua casa di Brighton, un ufficio dove va ogni mattina di buon’ora per iniziare a scrivere, come un colletto bianco dedito al proprio impegno quotidiano.
Se l’unico vero pericolo per un designer di contenuti è quello di cadere nell’irrilevanza, allora non possiamo permetterci di essere spaventati dalla quantità delle nostre stesse idee e del loro possibile fallimento, anzi. L’unica maniera di acquistare la giusta tecnica è continuare a produrre assumendoci il rischio di fare errori. In questo senso le piattaforme, per nostra fortuna, hanno tutto l’interesse ad abbassare la barriera di ingresso verso i creator di ogni genere. Non a caso hanno da tempo sdoganato i cosiddetti contenuti effimeri, destinati a scomparire in 24 ore (su Instagram, Snapchat e ora anche Twitter e Linkedin). La regola è che più materiale viene prodotto e più tempo viene speso su queste piattaforme, producendo più guadagno per le stesse. La soluzione a qualunque problema creativo si trova sempre alla fine di un processo fatto di tentativi ed errori. L’idea che state cercando non è mai inevitabile o definitiva ma fa parte di passaggi collegati tra loro in continua evoluzione. Tutto parte però da un elemento fondamentale: la capacità di superare la paura del fallimento. Ciò di cui non potete fare a meno è un po’ d’incoscienza infantile, buttarsi nella mischia senza pensare troppo alle conseguenze. Le cose, auspicabilmente, si aggiusteranno strada facendo senza mai, per fortuna, arrivare alla perfezione.