2. Come organizzare una Content Strategy
2.2 La linea del tempo

Iniziamo analizzando l’asse orizzontale, quello del tempo. La prima verità controintuitiva è questa: i contenuti che produciamo online sono fatti per durare per sempre. Anche i più giovani tra di noi non riescono a sottrarsi allo stereotipo di una cultura dove per centinaia di anni le informazioni stampate sui giornali erano fatte per sopravvivere solo una giornata. Calata la notte, quella stessa carta che avevamo comprato all’edicola qualche ora prima era buona solo per incartare il pesce o coprire il pavimento durante una tinteggiatura. Oggi non è così ed è più difficile del previsto farsene una ragione. Ogni contenuto che postiamo online è in grado di vivere per sempre ed essere potenzialmente riutilizzato infinite volte. Un cambiamento che capovolge la definizione di notizia a cui eravamo abituati e la evolve nel più ampio concetto di contenuto. Come già scritto, con questa definizione intendiamo qualcosa che una volta immesso online può avere utilizzi diversi nel tempo, essere modificato e ricontestualizzato a seconda delle necessità editoriali e distributive. Lavorare alla creazione di contenuti online, rispetto a chi nel passato era nell’editoria periodica cartacea, è come passare da una prospettiva bidimensionale a una tridimensionale dove a intervenire è proprio la nuova dimensione del tempo.
Se a un estremo dell’asse troviamo la contemporaneità del “tempo reale”, dall’altra c’è una bolla di elementi sempreverdi che possiamo attribuire al “tempo di internet”. Questo è un purgatorio digitale dove determinati discorsi e argomenti vivono come spettri impossibili da scacciare. Quante volte abbiamo letto argomentatissimi articoli sull’inesistenza delle scie chimiche senza che per questo qualcuno abbia smesso davvero di crederci? Quanti dibattiti tra nerd sul fatto se sia meglio comprare un Pc o un Mac? Quanti su quale sia il personaggio più forte dei fumetti? La ricorrenza di certi temi non è una pratica nuova e lo sanno bene i salotti televisivi dove ogni giorno, da anni, si discute per esempio sull’opportunità della chirurgia estetica. Ogni ambito editoriale ha i suoi tormentoni pronti a essere giocati come un asso nella manica per calamitare l’attenzione dei lettori o spettatori a cui piace tornare su determinati argomenti familiari con lo stesso amore di un neonato per una ninna nanna già conosciuta. Si tratta di articoli, video, immagini evergreen che grazie al gran numero di visite e a qualche periodico aggiornamento si trasformano nel tempo in vere e proprie Pillar Page sedimentate a livello SEO.
All’estremo opposto di questa dimensione fantasmatica c’è la velocità istantanea tipica della comunicazione digitale: l’agognato “tempo reale”. Il vincitore di un match calcistico, la morte di un personaggio famoso (i necrologi sono un vero e proprio genere nell’ambito dei contenuti digitali, data la loro rilevanza in termini di accessi), l’esito di un’elezione, il disastro appena avvenuto: sono eventi istantanei, unici e irripetibili profondamente diversi dall’eterno riciclo di argomenti che abita “il tempo di internet”. Nascono in un lampo, vivono il tempo di un battito d’ali e proprio per questa natura esplosiva, in termini di interesse del pubblico e conseguenti ricerche online, spesso sono più importanti dei grandi temi sempreverdi che abitano l’altro estremo dell’asse.