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5. Di cosa parliamo quando parlavamo di video

5.5 Partite col botto

Uno dei consigli più diffusi tra chi gira e produce documentari è: «Parti con la seconda cosa più forte e finisci con quella più forte in assoluto che hai». L’obiettivo in quel caso è quello di agganciare subito lo spettatore con delle immagini forti per poi dare il colpo di grazia alla fine della visione in modo che l’emozione della sequenza conclusiva rimanga viva una volta partiti i titoli di coda. Ciò di cui parliamo però in questo libro, lo abbiamo già detto, non verrà consumato da attenti spettatori seduti comodamente su un sofà che magari hanno pagato un biglietto e sono motivati alla visione. I video short format di cui discutiamo, che siano distribuiti su Facebook, YouTube o Instagram, hanno la durata di una manciata di minuti se non addirittura di pochi secondi e spesso chi li consuma se li trova davanti senza sapere esattamente come siano arrivati lì. Ecco perché è necessario apportare una piccola modifica al motto dei documentaristi di cui sopra e invertire gli elementi in gioco. «Parti con la cosa più forte che hai e lascia la seconda per la fine del video», questo perché se non saremo capaci di acchiappare il nostro spettatore nei primi 3’’ o 4’’ verremo impietosamente scrollati dallo schermo dello smartphone. Secondo lo stesso Facebook, il 47% del valore di un video è percepito dagli utenti nei primi 3’’. Il modo in cui bisogna ripensare lo storytelling online è creando un nucleo di senso da mettere come incipit di qualunque produzione video. Fate finta che il video da produrre sia un’intera serie televisiva e i primi secondi sono la puntata pilota in cui mostrare ambientazione, personaggi e intreccio. Se si tratta di un’intervista mi aspetterò di ascoltare il passaggio chiave appena premuto play, prima ancora di aver visto passare il sottopancia dell’intervistato. Se si tratta del servizio su un tornado, la prima cosa che dovremo mostrare sarà questo mentre scardina il soffitto di una casa e solo nei secondi successivi torneremo indietro raccontando il contesto e la genesi del fenomeno. Qualunque narrazione video online deve seguire questa regola in maniera ferrea, per dimostrarne l’ubiqua applicazione di questo meccanismo basta vedere qualche trailer cinematografico su YouTube. Persino il classico trailer, format già di per sé concitato e sintetico, nella sua versione online si piega alle regole dello scrolling infinito modificando la sua struttura. Qualunque anticipazione cinematografica che vi troverete a vedere su internet ha inserito già nei primissimi secondi una sorta di trailer nel trailer, come una matrioska russa. Se il video serve a invogliare lo spettatore ad andare al cinema, anticipando e sintetizzando in pochi minuti il racconto di un film di più di due ore, ognuna di queste clip inizia però con un’ulteriore sintesi di pochissimi secondi. Un amo a cui è necessario abboccare prima per poi vedere l’intero trailer e magari arrivare in un secondo momento a pagare un biglietto in sala per vedere l’intero film. Per esempio, nel trailer di Mission Impossible Tom Cruise già nei primi 3’’ spara a un mucchio di cattivi, si getta da un aereo col paracadute e bacia la bella di turno, per poi ripetere molte di queste azioni nel resto del trailer in maniera leggermente meno concitata. Repetita iuvant è il caso di dire, e infatti la pillola zuccherosa con cui iniziamo ogni clip è spesso così dolce che vale la pena inserirla di nuovo nel resto del video, nessuno si lamenterà nel vedere due volte la stessa sequenza o immagine se è quella attorno a cui ruota il nostro racconto. Lo storyboard e il montaggio dei video online assomigliano a un meccanismo di scatole cinesi in cui la narrazione si spezza in frattali sempre più piccoli costruendo una specie di marketing funnel in cui si entra passo dopo passo per arrivare al consumo completo di un contenuto. A differenza di quanto succede con un film o un episodio di una serie tv, difficilmente qualcuno inizia a vedere un video online certo di arrivare alla fine. Nel mondo dello scrolling infinito l’attenzione e la fiducia dello spettatore sono cose che vanno conquistate a ogni passo attraverso il confezionamento di piccole porzioni di pochi secondi ciascuna di cui la prima in assoluto è sempre quella più importante. Sbagliate l’inizio e nessuno si prenderà la briga di sapere cosa c’è al fondo del vostro lavoro.