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3. Sei regole per disegnare il tuo contenuto

3.6 Cazzate, ma fatte bene

«La mia caratteristica principale è quella di voler fare cose stupide in maniera intelligente e viceversa. Così se devi andare in Palestina prova a cercare un buon posto dove mangiare un hamburger. Non metterti a parlare di Israele e dei confini, 1967 e Gaza, cerca semplicemente un fast food. Al contrario se devi scrivere di cacca o scoregge fallo con esperti di digestione, fai una ricerca sulla storia delle scoregge, perché puzzano. Sii super scientifico e raccogli tutti i dati». A spiegare in un lungo profilo nel New Yorker la formula editoriale di Vice, ex gruppo editoriale diventato impero mediatico, è uno dei suoi fondatori, il disgraziato Gavin Mcinnes, da tempo allontanato per divergenze con gli altri fondatori e discutibili prese di posizioni politiche di estrema destra. Da questo impegno nel fare «cazzate molto seriamente» sono nati format editoriali popolarissimi anche in Italia come i leggendari Dos&DON’Ts, una lista di cose da fare (e da non fare) in grado di coprire qualunque minimo dettaglio dell’esistenza per essere sicuri di essere dei “fichi”. O interviste come «10 cose che avresti sempre voluto chiedere a un’androloga» e persino reportage più seri dove la possibilità di incontrare un oligarca russo si trasforma in occasione per accompagnarlo in una battuta di caccia o per bere vodka assieme in una sauna invece di incalzarlo con domande sulla corruzione del paese e i suoi rapporti con Putin. Vice ha applicato questo cortocircuito tra diversi piani per primo e con maggior successo, questo stile comunicativo è oggi alla base di molta della comunicazione online dove, per veicolare un messaggio già noto, è necessario dare un taglio inedito, mentre per affrontare l’ultima facezia pop (serie tv, meme e tormentoni online) si utilizza il piglio dell’analisi semiotica e della dotta elucubrazione. Anche l’attore e icona del web Maccio Capatonda dice qualcosa di molto simile. Incontrato tempo fa per l’edizione italiana di Wired fu proprio lui a svelare la cifra del suo stile che combina un montaggio serrato e attento con una recitazione volutamente approssimativa. «Sono una persona seria» dice Maccio. «Anche le cazzate che faccio le faccio seriamente, quello è il segreto: fare le cazzate con professionalità». Come diceva un dirigente televisivo ormai in pensione: «Tutto sta nel riuscire a far diventare le cose interessanti, importanti, e quelle importanti anche interessanti».