3. Sei regole per disegnare il tuo contenuto
3.1 I fondamentali
«You can try the best you can / The best you can is good enough»
-Radiohead – Optimistic
Il mestiere della progettazione è in buona parte fondato sulla capacità di eliminare il superfluo. Anche nell’ambito dei contenuti è fondamentale capire gli elementi indispensabili alla buona riuscita di ciò che stiamo scrivendo, girando o producendo, ed evitare errori di prospettiva. Il rischio è quello di fare la fine degli uccelli che si schiantano sulle vetrate dei grattacieli, scambiando le superfici trasparenti per un passaggio libero quando non lo è affatto. Non c’è nulla di più fastidioso di un contenuto fondato su buone intenzioni che si rivelano poi clamorosamente sbagliate, compromettendone la probabilità di successo o addirittura contribuendo a far fallire l’intero progetto a cui è legato. È indispensabile prendere coscienza dell’ambito in cui ci troviamo a operare, ovvero quello della rete, allontanandoci da quanto trasmessoci in precedenza dall’ambiente dei “legacy media” che per decenni hanno descritto un perimetro d’azione oggi totalmente diverso.
Come s’impara a galleggiare andando contro ogni istinto naturale («Stai immobile, fai il morto!»)? Dobbiamo disimparare ciò che crediamo di conoscere per evitare di affogare in una marea di segnali errati. La rete disprezza la complessità ma adora il surrealismo, chiede brevità ma asseconda l’esagerazione. Il digitale è quanto di più diverso dai vecchi canali di comunicazione e, pur assorbendone alcuni aspetti, finisce per stravolgerne i meccanismi alla base.
Ho provato a mettere assieme un breve vademecum da controllare prima di scrivere qualcosa o di premere “rec” sulla vostra videocamera o smartphone. Un’impostazione di base, una propedeutica per qualunque lavoro di produzione di contenuti, con l’obiettivo di diminuire al massimo la difficoltà e massimizzare il risultato finale.